Se voti Pd voti Forza Italia, e viceversa. Ecco il poltronificio Renzusconi

Nel premiato poltronificio di Matteo Renzi emerge un altro campione di “impresentabilità”. Si tratta di Giacomo Mancini. La storia è questa: Mancini è il candidato del Pd nel collegio uninominale di Cosenza alla Camera. Peccato che sia anche il primo dei non eletti in Regione Calabria per Forza Italia dopo le elezioni regionali del 2014. Ma non finisce qui: il 4 marzo, questo professionista della poltrona, potrebbe ritrovarsi deputato con Matteo Renzi e allo stesso tempo consigliere regionale con Silvio Berlusconi, prendendo il posto dell’ex compagno di partito Fausto Orsomarso, oggi capolista per Fratelli d’Italia.

Mancini è uno degli esempi più lampanti del renzusconismo. Un candidato a metà fra i due compari del patto del Nazareno, gli stessi che hanno ideato il Rosatellum per fregare il MoVimento 5 Stelle e che oggi parlano di ritorno alle urne ancor prima che si voti, semplicemente perché sanno di aver già perso. Il 4 marzo se voti Pd voti Forza Italia, e se voti Forza Italia voti Pd. È semplice, e la storia di Mancini ne è la prova più bizzarra. Il 4 marzo c’è una sola alternativa, e si chiama il MoVimento 5 Stelle. Partecipa. Scegli. Cambia.

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