Se voti le liste minori, voti Pd. Se voti Pd, voti Berlusconi!

La legge elettorale con la quale andremo a votare è una truffa, l’abbiamo detto sin dal primo momento. Perché crea una illusione ottica: voti, ad esempio, per “+Europa”, la formazione guidata da Emma Bonino, metti una “X” sul simbolo, e poi, a spoglio concluso, scopri che il tuo voto è andato al Pd. Sono gli effetti collaterali di una legge elettorale che volutamente è stata concepita così: tutti i voti dati alle liste, in assenza del raggiungimento della soglia prevista, vengono dirottati sulla formazione principale. E, dati alla mano, la soglia da raggiungere è ben lontana per le formazioni minori.

Quella del 4 marzo non è un’elezione locale, in cui si vota per una formazione di riferimento con la certezza che quella scelta vada a segno. Quindi votando per queste liste, automaticamente, si vota per il Pd, anche se quella non era l’intenzione di voto. Ma v’è più. Il Pd e il centrosinistra sono ormai fuori partita, travolti da scandali e impresentabili promossi da Renzi in tutta Italia.

Un voto dato al Pd, è un voto dato a Berlusconi. E loro, come avviene ormai dal 2011, un accordo lo trovano sempre. La vera sfida, ormai, è un ballottaggio fra il MoVimento 5 Stelle e il centrodestra. Non farti fregare.

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