Rifiuti: tutti intorno a te

Questo Governo non ha urgenza a porre rimedio ai gravi disastri ambientali, neppure a quelli diffusi come l’interramento di rifiuti pericolosi nelle infrastrutture. Neppure quando gli si spiegano i giochi pericolosi già sanzionati dalle Procure e i vulnus delle normative.

Il Consorzio Cerea Spa è stato coinvolto anche in un processo penale della DDA per aver prodotto l'”In.Ar.Co sabbia 0/80″ e materiale misto cementato Concrete Green 80x” – un vero e proprio rifiuto macinato, materiale inerte con scarti di lavorazioni industriali, contenenti cromo esavalente, fluoruri, nonché cobalto, nichel, piombo, rame, vanadio, stagno e zinco, COD, solfati, cloruri, bario, e con elevati valori di pH (corrosivo), poi immesso come sottofondo per i lotti 10, 11, 13, 16, 17 dell’autostrada Valdastico Sud, oltre 149mila tonnellate.

Esaminando il “REPORT NON TECNICO” di questa società emerge che essa attualmente tratta principalmente ceneri pesanti da inceneritori (CER 190112), circa il 50% del totale di rifiuti trattati, e che negli ultimi anni ne ottiene esclusivamente un prodotto denominato “IN.AR.CO. extra” destinato esclusivamente “alla formazione di conglomerati cementizi” (cfr. punto 7.1 dei report). L’azienda, quindi, non produce più il semplice prodotto IN.AR.CO destinato alla “formazione di rilevati e sottofondi stradali”, ma solo IN.AR.CO extra.

Il fatto che il prodotto IN.AR.CO. extra sia destinato esclusivamente alla formazione di conglomerati cementizi consente a Consorzio Cerea di evitare controlli sul possibile rilascio di metalli, ciò grazie ad una Autorizzazione rilasciata dalla Regione Veneto (AIA, pag.13) nella quale è scritto: “i materiali destinati alla formazione dei conglomerati cementizi sono esonerati dall’analisi del test di cessione (per valutare il rilascio di metalli pesanti e altri inquinanti nell’ambiente). Le loro caratteristiche intrinseche non possono rappresentare controindicazioni ambientali, in quanto l’inertizzazione mediante additivazione di cemento è uno dei processi tipici di inertizzazione”.

Ci troviamo di fronte a un filone parallelo a quello dei “gessi di defecazione”, dove secondo il decreto legislativo 75/2010 consente di far uscire dal ciclo dei rifiuti i fanghi di depurazione civile e industriale grazie solo a una passata di calce e acido solforico. Proseguono le audizioni sulla nostra risoluzione in merito.

Anche in altre Regioni (vedi, ad esempio, Lombardia e Emilia Romagna – società RMB e Officina dell’Ambiente) avviene qualcosa di analogo.

Tale disposizione autorizzativa preclude, di fatto, agli organi di controllo di intervenire e
consente a Consorzio Cerea di immettere nell’ambiente qualsiasi cosa, purché sottoforma di conglomerato cementizio. Oltretutto, anziché produrre conglomerati cementizi di una certa qualità, che avrebbero anche la capacità di inglobare e fissare la matrice inquinante, IN.AR.CO EXTRA viene utilizzato per produrre “misti cementati” o conglomerati cementizi di bassissima qualità, contenenti quantità di cemento molto basse (40 – 60 kg/mc) e destinati quasi sempre ad essere interrati, laddove non è più possibile vedere alcunché. Un conglomerato cementizio di buona qualità, che ha la capacità di inglobare e fissare il carico inquinante in modo completamente diverso
viene prodotto con 280 – 350 kg/mc di cemento.

In sostanza si produce una bolla con uno strato sottilissimo di cemento che non contiene i rifiuti se non per un brevissimo periodo, lasciandoli poi inquinare l’ambiente in maniera
scellerata.

Il concetto di produrre conglomerati cementizi con aggregati ottenuti da ceneri pesanti di inceneritore è contemplato anche nelle procedure semplificate ai sensi del DM 186/06, ma il Legislatore non ha certamente inteso includere nella categoria dei conglomerati cementizi i misti cementati o i conglomerati cementizi di scarsa qualità, destinati a sottofondi, contenenti quantità di cemento molto basse e privi della capacità di fissare e/o inglobare i metalli pesanti in essi contenuti.

L’impossibilità di produrre calcestruzzi e conglomerati cementizi ordinari (di buona qualità) con IN.AR.CO. extra, deriva dal fatto che è costituito di ceneri pesanti di inceneritore per circa il 50%. Le ceneri pesanti degli inceneritori sono state e vengono talvolta utilizzate per produrre calcestruzzi, ma questo solo ad alcune specifiche condizioni individuate dalle norme di settore (cfr. UNI 8520-2, UNI EN 1744-8) nelle quali IN.AR.CO extra non ricade. Infatti, nelle norme è previsto quanto segue.

Che vengano usate solo la classi granulometriche maggiori di 4 mm e che su queste vengano effettuate delle verifiche di contenuto di metalli. A questo proposito faccio rilevare che IN.AR.CO extra è prodotto in due classi granulometriche 0-16 mm e 0 – 31,5 mm e contiene, quindi, anche la frazione inferiore a 4 mm.

problematiche connesse con il contenuto di alluminio metallico, con la silice reattiva e con il possibile rilascio in ambiente alcalino di ammoniaca e idrogeno possono essere evitate solo se si usano classi granulometriche più grossolane (maggiori di 4 mm) ciò appare possibile con le classi granulometriche più fini (<4mm).

Il Sottosegretario Velo rispondendo al Question Time in Commissione Ambiente alla Camera ha detto in sostanza che il Ministero dell’Ambiente rimanda all’elaborazione del decreto End of Waste per i rifiuti da demolizione e costruzione, in corso di elaborazione, per definire i criteri in base ai quali questi rifiuti cessano di essere tali e definirà i criteri da rispettare per il recupero. Nel frattempo si prosegue con la “discarica diffusa”, con l’inquinamento a norma di legge di suoli, falde e della catena alimentare, e viene da supporre che molte infrastrutture inutili e dal costo miliardario servano solo a interrare i peggiori rifiuti, che oltretutto rovinano e limitano la durata del manto stradale.
Questo è oltretutto uno dei tanti lati oscuri dell’incenerimento dei rifiuti, una pratica che noi respingiamo con forza, contro l’ossimoro dell’ambiente Galletti.

Leggi question time e risposta del ministro dell’Ambiente

Alberto Zolezzi

 

FONTE: M5S Camera News del 14.06.2017

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