NO al Referendum Costituzionale

IO DICO “NO”

1) Che cos’è il referendum?

Il “referendum” è uno strumento di democrazia diretta che permette agli elettori di pronunciarsi su determinati argomenti con un “si” o con un “no” senza alcun intermediario.

2) Perché gli elettori sono chiamati a pronunciarsi?

Le riforme costituzionali richiedono un ampio consenso politico per essere adottate. La Costituzione, infatti, si propone di evitare le riforme a “colpi di maggioranza”. L’articolo 138 della Costituzione prevede che le leggi di revisione costituzionale e le leggi costituzionali siano: “… sottoposte a referendum popolare quanto, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinti dei membri di una camera o conquecentomila elettori o cinque Consigli regionali…”.

3) Su quale provvedimento legislativo gli elettori sono chiamati a pronunciarsi?

Sul disegno di legge costituzionale scritto da RENZI, BOSCHI e dal condannato VERDINI denominato: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”

4) Che cos’è il “bicameralismo paritario”?

È un sistema che prevede identici poteri alle camere che formano il parlamento. Attualmente il Parlamento è composto da una Camera dei Deputati con 630 deputati e un Senato della Repubblica con 315 senatori più 5 senatori a vita. L’articolo 70 della Costituzione recita che: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”.

5) La riforma supera il “bicameralismo paritario”?

NO!. Crea un sistema contorto e confuso con il quale i politici sceglieranno altri politici. Gli elettori, invece, saranno privati del diritto di votare i propri senatori. Il Senato non sarà abolito, ma trasformato in una camera formata da 100 senatori di cui 74 scelti tra i consiglieri dai consiglieri, 21 scelti tra i sindaci e 5 nominati dal Presidente della Repubblica.

6) L’iter legislativo sarà più snello?

NO!. Sarà più lungo. La riforma non produce alcuna semplificazione. Attualmente sono previsti due procedimenti parlamentari, uno ordinario e l’altro costituzionale. La riforma vuole introdurre ben dieci (ordinario, bicamerale, d’urgenza, su richiesta del Senato, eccetera). Si rischia di innescare un conflitto di competenza dinnanzi alla Corte Costituzionale!.

7) Diminuiscono i “costi della politica”?

NO!. I sostenitori della riforma avevano parlato di 1 miliardo di euro di risparmi, cifra puntualmente smentita dalla Ragioneria Generale dello Stato (con nota del 28.10.2014) che quantifica il “risparmio” in soli 57,7 milioni di euro.
Il Senato rimarrà in piedi con i propri uffici, personale, gruppi e commissioni parlamentari, con tutti i relativi costi a carico dei cittadini.
Il Movimento 5 Stelle invece ha proposto: l’approvazione di una vera legge anticorruzione, dimezzamento dei deputati e dei senatori e abolizione dei senatori a vita, NO ai condannati in Parlamento, NO ai vitalizi, decadenza della carica da parlamentare per reiterata assenza e limiti agli emolumenti dei consiglieri regionali.

8) Promuove l’iniziativa popolare?

NO!. Triplica la quantità di firme necessarie per sostenere i disegni di legge di iniziativa popolare. Si passa dalle 50.000 attuali alle 150.000 firme!.

9) Promuove il “confronto democratico”?

NO!. Mette a repentaglio le garanzie costituzionali e il sistema dei “pesi” e “controppesi”  della nostra democrazia.
Se si dovesse votare oggi, la Camera dei Deputati sarebbe dominata da un unico partito dato che  l’attuale legge elettorare assegna il 54% dei seggi alla lista che ottiene il 40% dei voti al primo turno o che vince al ballottaggio. I partiti non coalizzati saranno penalizzati dall’altissima soglia di sbarramento (8%). In più, due terzi dei deputati saranno “nominati dai partiti” e non “eletti dai cittadini”.
Con la “riforma”, il Senato si trasformerebbe in un organo “non elettivo” e, quindi, composto da “politici che scelgono altri politici”, permettendo così al Capo del Governo (cioè al Segretario di un partito) di nominare il Presidente della Repubblica, giudici della Corte Costituzionale e membri del Consiglio Superiore della Magistratura a lui “graditi”. Inoltre il Governo potrà contare su una “clausola di supremazia” per far approvare le leggi a scapito delle Regioni.

10) Riforma approvava da una maggioranza delegittimata.

La maggioranza che ha approvato questa “riforma” è entrata in Parlamento con liste bloccate e grazie ad una legge elettorale (il porcellum) dichiarata incostituzionale.
La riforma è stata scritta da RENZI, BOSCHI e dal condannato VERDINI e non dal Parlamento.
Approvata a colpi di “fiducia” e “canguro”, hanno impedito ogni discussione parlamentare e vanificato il consolidamento di un ampio consenso interistituzionale.

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