Il fumo della discarica e quello del Sindaco

Nell’immediatezza  del disastro di Roncigliano, abbiamo presentato un esposto alla Procura di Velletri, sospettando, sulla base degli accadimenti, precise responsabilità, condivise peraltro dalla magistratura che,dopo qualche giorno, ha messo sotto sequestro l’area.

L’esame dei documenti ufficiali e la storia di questi giorni, hanno dimostrato la giustezza di questo sospetto.

Sul sito istituzionale del comune di Albano Laziale al seguente link.

Il PEC (Piano di Emergenza Comunale) allegato (Delibera C.C. n. 51 del 19/12/2014), dopo una verifica puntuale, risulta:

  • non aggiornato secondo le linee guida regionali nella forma e nei contenuti,
  • non riporta in nessuno dei suoi paragrafi la discarica di via Roncigliano come sito industriale,
  • non censisce alcuna tipologia di rischio/minaccia derivante dalla suddetta discarica né nell’analisi delle pericolosità, né nelle vulnerabilità,
  • non prevede procedure specifiche per la protezione della popolazione in caso di incendi con possibile rilascio di diossine.
  • non sono previste azioni di informazione della cittadinanza sul rischio specifico, ovvia conseguenza della non considerazione della minaccia.
  • Da quanto sopra consegue che sono addirittura previste aree di ammassamento della popolazione nei dintorni della discarica.

La L.265/1999 trasferisce al Sindaco il dovere di informare la popolazione sui rischi presenti sul territorio, sia in normalità che durante l’emergenza, ma,  sui social e su “Albano in comune”, abbiamo letto solo ovvietà, miste a minacce e banalizzazioni.

Stando così le cose, chiediamo al Sindaco un confronto pubblico di fronte alla discarica per mettere, almeno da parte dell’amministrazione comunale, un punto finale ad una gestione inaccettabile e ripartire su parametri nuovi e condivisi.

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