I “gesti di coraggio” (bugie) di Matteo Renzi

Riportiamo l’intervista rilasciato da Matteo Renzi a Repubblica TV in data 12 gennaio 2016.

«Facendo, credo, un gesto di coraggio, ma anche di dignità, io ho detto che se perdo il referendum, non è soltanto che vado a casa, ma smetto di far politica. Che, magari, è un incentivo per tanti per andare a votare contro. Perché però lo dico? Non è il tentativo di trasformare un referendum – come ha detto qualcuno – in un plebiscito; è l’assunzione di un principio. Finalmente c’è responsabilità da parte di chi governa. Siamo stati abituati ad avere, per anni, il pantano. Sempre gli stessi che si davano il cambio in modo ciclico. Io vorrei una cultura più anglosassone, in cui fai uno, due mandati, – io spero di farne due – e poi te ne vai. Se però nell’elemento chiave di trasformazione del sistema, arrivi alla riforma costituzionale, che è la partita sulla quale ti sei giocato tutto, ecco, se io perdo, devo avere il coraggio di dire che, devo trarne le conseguenze in un paese in Paese in cui non perde nessuno»

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