I Figli dell’auto

Circa € 3500 di canone d’affitto mensile per il parcheggio della Stazione di Albano. Un dato che lascia pensare (trattandosi di un ente pubblico che paga una società, forse, delle Ferrovie dello Stato per l’uso pubblico di una superficie), soprattutto se si riflette sullo scarso utilizzo che si fa dell’area e se si valuta l’eventuale ritorno economico che le casse comunali (o meglio la municipalizzata) potrebbero averne.

Dall’analisi, fatta anche di protesta, si passa alla proposta. Oltre 2 ore di dibattito, oltre 2 ore di confronto in cui le proposte presentate mirano ad una diversa distribuzione delle 1300 auto in sosta, più volte contate da noi, e in media parcheggiate nel centro storico di Albano. I parcheggi ad Albano sono una lunga storia: non è dato sapere dove venga reinvestito quanto la municipalizzata guadagna dalla gestione dei parcheggi. La legge prevede che il ricavato sia investito nel servizio stesso ( come avviene per l’acqua, d’altronde), poiché i parcheggi sono un servizio pubblico, come pubblica è la superficie su cui sono posti (Art.7 comma 7 DL 285/92). Ad aggravare la situazione ci si è messa la scorsa estate anche la delibera di giunta N°122: l’intervento dell’amministrazione non si è risolto in un vero piano parcheggi, ma in un provvedimento vessatorio, con ampie mani di vernice a ricolorare di blu il centro di Albano. Il comitato promotore della raccolta firme per il ritiro della delibera, presente in Assemblea, ha ben illustrato le lotte che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso.

Il confronto si mantiene sempre aperto. La necessità è quella di guardare ai problemi con capacità programmatiche e organizzative, e sempre con l’umiltà che è il migliore degli anticorpi, con i tempi che corrono.
Successivamente, due attivisti hanno preso la parola e si sono alternati nell’illustrare una proposta puntuale e risolutiva per il problema parcheggi. I principi ispiratori sono: flessibilità, riuso dei materiali, sistemi modulari da posizionare in aree già adibite a sosta.
Nessuno sbancamento e nessun interramento. Soluzioni per nulla invasive, che permetterebbero di raddoppiare o triplicare il numero dei posti auto mantenendo però quel giusto rapporto tra quelli destinati ai residenti, quelli a pagamento e quelli liberi. Non si prevedono centri servizi, né nuove cubature, ma soluzioni di utilità immediata per la cittadinanza. Si va da un nuovo parcheggio multipiano che dovrebbe sorgere sul “campetto” della Collodi (il quale potrebbe anche rinascere al livello di Via Legione Partica), con i suoi prevedibili 400 posti auto, fino a strutture simili da realizzare a piazza Lombardi e, infine, proprio nel parcheggio della stazione. Quest’ultimo (per il quale il comune di Albano paga circa 3500€ al mese alla Metropark) potrebbe passare dai suoi attuali 127 posti auto (oggi quasi inutilizzati) ad oltre 300.

L’analisi e la proposta puntuale, riproducibile in altre aree e anche nella frazioni, tengono sempre presenti le priorità di chi è residente, ma soprattutto permetterebbero di liberare il tessuto urbano, lasciando larghi margini di ragionamento su dove e quando pedonalizzare e/o rendere ciclabili ampie aree della città, rendendole, dunque, vivibili, tutelando la salute e valorizzando le presenze storiche e culturali. Così facendo si avrebbero circa 800 posti auto, un gran respiro per il centro storico, deposito auto a cielo aperto con le sue circa 1300 auto parcheggiate in media

campo boario

Si è accennato anche al problema di Campo Boario. Lo stato attuale di abbandono, con i reperti venuti alla luce circa 6 anni fa nel corso di scavi per la realizzazione di un improbabile parcheggio interrato (un assurdo, per chi conosce storicamente la zona), rappresenta una vera e propria ferita inflitta ad Albano. Una ferita che si può rimarginare, ma di cui deve rimanere memoria: l’area archeologica potrebbe essere recintata(come in foto) con barriere in vetro, rendendola (perché no?) già visibile a chi sale da Via Vascarelle e anche visitabile al suo interno. L’ area circostante potrebbe offrire un affaccio sui reperti ed essere, nello stesso tempo, attrezzata per accogliere spazi ludici e verdi.

Un’ipotesi di cui, dato il luogo dove si è tenuta l’assemblea (l’imbocco della scalinata della stazione da Via Vascarelle) non si poteva non discutere, sottolineando ancora una volta l’importanza di rientrare in possesso, tramite la valorizzazione ed il recupero, di spazi architettonicamente e storicamente vitali per la rinascita di Albano.
L’assemblea (con i cittadini che seguivano anche dalla balconata offerta da Piazza Gramsci) si è conclusa con gli interventi del Consigliere regionale Devid Porrello, del deputato europeo Dario Tamburrano e con le domande e le riflessioni dei presenti.

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