GLI IMPRESENTABILI DEL LAZIO


Claudio Mancini (Pd). Proporzionale Camera Latina. Fra i 16 ex consiglieri Pd rinviati a giudizio (settembre 2017) nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo alla Pisana fra il 2010 e il 2012 utilizzati per spese personali (quella che affondò l’allora Pdl e ha portato, negli anni, alla condanna in appello a Franco “Batman” Fiorito). Il processo è partito lo scorso 22 gennaio. Per lui la contestazione della spesa più alta: 188 mila euro.

Bruno Astorre (Pd). Proporzionale Senato. Fra i 16 ex consiglieri Pd rinviati a giudizio (settembre 2017) nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo alla Pisana fra il 2010 e il 2012.

Carlo Lucherini (Pd). Uninominale Senato Guidonia. Fu beccato a guardare la partita sull’ipad durante una seduta del Senato. Fra i 16 ex consiglieri Pd rinviati a giudizio (settembre 2017) nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo alla Pisana fra il 2010 e il 2012.

Claudio Moscardelli (Pd). Plurinominale Lazio 1 Camera, fra i 16 ex consiglieri Pd rinviati a giudizio nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo alla Pisana fra il 2010 e il 2012

Micaela Campana (Pd). Proporzionale Camera collegio 3. Divenuta famosa per i 39 “non ricordo”nella deposizione al processo su Mafia Capitale, in cui è stata sentita come testimone, è la responsabile welfare Pd alla Camera. I giudici della X sezione penale del tribunale di Roma, il 16 ottobre scorso, hanno inviato alla Procura i verbali relativi alla sua testimonianza: ritengono che siano profili compatibili con la falsa testimonianza.

Renata Polverini (Forza Italia). Uninominale Camera al Collatino, sarebbe indagata dallo scorso anno per circa 22 mila euro spesi con la carta di credito dell’Ugl (e spese pazze tra le quali quelle legali per 360 mila euro che sarebbero stati la causa della sua “cacciata” dal sindacato). Lei ha smentito ogni indagine a suo carico.

Antonio Angelucci (Forza Italia). Primo nel plurinominale nel collegio Roma 2, con buona pace del 99,59% di assenze nelle votazioni della legislatura che si è appena conclusa. Il re delle cliniche private del Lazio, editore de Il Tempo e Libero, a novembre 2017 è stato condannato dalla Procura di Roma a 1 anno e 4 mesi con l’accusa di tentata truffa e falso per i contributi pubblici percepiti tra il 2006 e il 2007 per i quotidiani Libero e il Riformista. Oltre un’indagine in corso in merito a un’inchiesta sugli appalti nella sanità della procura di Roma (settembre 2017).

Mario Abbruzzese (Forza Italia).
 Coinvolto nello scandalo per le spese pazze della Regione Lazio, risulta indagato nel 2016. A settembre 2017 condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale.

FONTE MoVimento 5 Stelle

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