COHOUSING A SANTA PALOMBA: UN CRONOPROGRAMMA E TANTA IPOCRISIA

Nelle ultime settimane è tornata alla ribalta delle cronache locali il tema della nuova colata di cemento che verrà realizzata a Santa Palomba. Premettendo che siamo e saremo sempre CONTRARI all’opera, non possiamo non stigmatizzare l’ipocrisia della politica castellana. Infatti, se a parole sono tutti contrari, nei fatti non hanno fatto nulla per fermare (quando si poteva veramente) questo scempio spacciato per una nuova forma di welfare. E allora un breve cronoprogramma è necessario per ricordare date e nomi.

Il percorso del Print di Santa Palomba parte nel 2009 quando con delibera n. 32 dello stesso anno il Consiglio Municipale del XII (oggi IX), presieduto da Pasquale Calzetta in quota PDL, ha riconosciuto il notevole interesse pubblico e urbanistico, predisponendo l’attuazione del progetto a prescindere dall’iter del Programma Integrato. Successivamente la Giunta Capitolina (Sindaco Alemanno) con delibera n. 250 del 2012 ha approvato il progetto preliminare di assetto urbanistico, corredata alla proposta di intervento relativa all’ambito 1 del Programma Integrato (“Ambito 1”). Tutto questo in attuazione del PRG di Veltroni !!
Successivamente, con delibera 287 del 2013 sempre la Giunta Alemanno, dopo aver ricevuto pareri favorevoli in istruttoria dagli enti preposti, ha approvato la ”Proposta Privata Ambito 1”, autorizzando la stipula della convenzione urbanistica solo a seguito dei pareri favorevoli degli enti da esprimere in sede di Conferenza di Servizi (avvenute il 02 e il 12 dicembre 2014, era Marino).
Sempre a Marino si deve la delibera di Giunta Capitolina 255 del 2014 che ha approvato lo schema di protocollo di intesa tra Roma Capitale e CDP per la realizzazione di un programma di Housing Sociale. Successivamente il Commissario Straordinario Tronca con delibera 41 del 2016 ha dovuto autorizzare la sottoscrizione della convenzione “Proposta Privata Ambito 1” che prevede 91721 mq di SUL a destinazione prevalentemente residenziale (oltre 55000 mq residenziale a disposizione dei privati, oltre 5000 mq non residenziale sempre per i privati e 30814 mq residenziale a disposizione di Roma Capitale).

Perché gli amministratori locali si lamentano oggi di non esser ascoltati quando nel dicembre 2014 avrebbero potuto farlo in Conferenza dei Servizi ? Ma se non erano stati convocati, perché non lo hanno fatto presente allora? Forse perché erano loro in maggioranza nei vari enti preposti (Roma Capitale, Città Metropolitana e Regione ) ? Perché si pretende che la Raggi si possa opporre (quando non ha margini per farlo !!) alle colate di cemento inutili ma legittime approvate dieci anni fa ? E allora perché lo stesso non può fare l’attuale maggioranza ad Albano oppure vale solo quando fa comodo ? A tutte queste domande ci piacerebbe trovare una risposta.

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