Cari Concittadini, forse con il Nuovo Ospedale dei Castelli, ci stanno prendendo in giro?

Il 18 dicembre scorso, inaugurando il nuovo Ospedale dei Castelli, il presidente della Regione, Zingaretti, affermava: “Con l’Ospedale dei Castelli l’eccellenza sanitaria anche fuori dalla Capitale” (rif. https://castelli.romatoday.it/…/inaugurazione-nuovo-ospedal…).
Ma è proprio vero, o si tratta della solita sparata propagandistica?

La verità sembra essere un po’ diversa. Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un Policlinico collegato ad una Università, che sembra oggi essere la configurazione più adeguata per dotare un territorio di veri servizi di eccellenza sanitaria, tali da decongestionare l’area della Capitale ed evitare il cosiddetto “turismo sanitario”. Ma tale progetto virava rapidamente verso una struttura di pura razionalizzazione dei servizi già esistenti, distribuiti su Ospedali di prossimità (Albano, Genzano, Ariccia), che venivano rapidamente chiusi.


Oggi abbiamo una oggettivamente nuova struttura edilizia (sostanzialmente, un “contenitore”) nella quale sono stati trasferiti i servizi, il personale e gli apparati degli Ospedali chiusi.


Nessun nuovo servizio, nessun collegamento con una VERA Università od un Centro di ricerca.


Con in più tutti i problemi di un avvio non facile (integrazione dei servizi e del personale, in numero largamente insufficiente, degli ospedali chiusi, attivazione degli apparati traslocati, attrezzaggio dei nuovi spazi, etc).


Esiste, poi, il problema del collegamento e dell’accessibilità del nuovo ospedale con i Comuni serviti, dal litorale al quadrante sud-est dei Castelli, per un bacino di utenza di almeno 300.000 persone: nessun intervento significativo sulla già critica viabilità dell’area è stato realizzato, né si sa cosa e quando verrà effettivamente fatto.


Ma un altro punto ci preme sottolineare: l’accentramento dei servizi verso il nuovo ospedale, non è stato accompagnato da un rafforzamento di tutte le strutture sanitarie territoriali di prossimità (Unità di Cure Primarie, consultori familiari, ambulatori infermieristici, centri prelievi e vaccinali), che vanno create ex novo o messe a regime. Si viene a creare un nuovo intasamento di utenti che migrano verso questo polo dei Castelli, mal collegato, con grave disagio per tutti gli abitanti di un territorio così vasto.


Insomma, oggi i Cittadini dei Castelli, hanno un servizio sanitario MENO EFFICACE di quello di cui disponevano prima della chiusura degli Ospedali preesistenti: ● oggi sono disponibili solo un terzo dei posti letto previsti ● c’è carenza di personale in tutti i reparti ● non tutti i servizi preesistenti sono operativi ● c’è un “effetto imbuto” sulla viabilità per l’utenza, che prima si distribuiva sugli ospedali di prossimità chiusi ● non esiste ancora un vero pronto soccorso funzionale alle esigenze del territorio e per le vere emergenze occorrerà continuare ad andare a Roma.


Chiediamo quindi: ● che il nuovo ospedale venga rapidamente reso operativo con TUTTI i servizi ed i posti letto degli ospedali chiusi ● che venga affrontato e risolto il tema dei servizi sanitari di prossimità, da distribuire nel territorio, a partire dai Comuni dove i vecchi ospedali sono stati chiusi, da integrare organizzativamente con il nuovo ospedale ● che venga finalmente affrontato il problema dei collegamenti dell’area, attraverso un organico piano delle infrastrutture viarie e ferroviarie, che vanno adeguatamente potenziate.

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