Interrogazione: sito di Roncigliano

Alla cortese att.ne del Sindaco, Nicola Marini

Assessore all’Ambiente, Aldo Oroccini

Presidente del Consiglio, Vincenzo Rovere

Segretario Comunale, dott. Marini

Visto l’articolo 6 della bozza preliminare del decreto attuativo proposto lo scorso 29 luglio dal Consiglio dei Ministri, collegato alla legge detta “Sblocca Italia”, che propone di trasformare la discarica dei Castelli Romani, detta di Roncigliano, in una “infrastruttura strategica di preminente interesse nazionale utile a garantire la sicurezza nazionale.

Visto che la versione definitiva verrà discussa il prossimo 9 settembre alle ore 11,00 presso il Ministero dell’Ambiente e poi votata nella Conferenza Stato-Regioni, la “tavola” rotonda cui parteciperanno tutti i deputati, senatori e delegati delle Regioni italiane; tenuto conto che tale bozza di decreto propone di rendere strategico dal punto di vista nazionale il sito di Roncigliano il quale risulta già  approvato dall’ex Presidente nonché Commissario Straordinario Piero Marrazzo, il quale fece prima il decreto di pubblica utilità  (almeno per una parte della procedura) e per l’altra parte mantenne la procedura ordinaria tramite l’AIA.

Valutato dunque che il sito potrebbe diventare strategico dal punto di vista nazionale, operazione che non ha nulla a che fare con i titoli autorizzativi che sono di competenza regionale, qualora il 9 Settembre p.v. il Ministero dell’Ambiente (la commissione preposta) confermerà questa bozza di decreto, alla quale dovrà seguire il voto della conferenza stato-regioni.

Chiediamo al Sindaco, con risposta scritta e discussione in aula Consiliare, di chiarire i seguenti punti:

1) Cosa ha intenzione di fare questa amministrazione in concerto con gli altri sindaci di bacino? Quali interventi in particolare intendono fare nei confronti dei membri che rappresenteranno la Regione Lazio all’interno della conferenza stato-regioni per evitare che il sito di Roncigliano diventi strategico dal punto di vista nazionale?

Recentemente l’Ispra, il Cnr e l’Arpa Lazio hanno, per l’ennesima volta nel corso di questi anni, denunciato il grave stato di inquinamento, forse irreversibile, delle falde acquifere nonché dell’aria circostante la discarica. In più occasioni il Comune ha dichiarato che avrebbe dato corso ad una caratterizzazione almeno esterna del sito (sono stati impegnati a tal proposito 30.000 euro tramite convenzione con il CNR; convenzione che si sarebbe dovuta concludere entro aprile 2013. Di questa convenzione non si sa più nulla, dei soldi nemmeno, delle risultanze delle analisi non ne parliamo).

2) Quindi dopo i ripetuti allarmi lanciati dai comitati locali e a seguito delle suddette analisi, quali sono le iniziative che il Comune vorrà portare avanti per obbligare il CNR ad eseguire questa caratterizzazione del sito e successivamente a portare avanti la caratterizzazione interna come richiesto dall’Arpa sulla base della situazione allarmante delle falde sotto la discarica di Roncigliano?

La pesa dei rifiuti. C’è un processo storico che vede il gruppo Cerroni e alcuni importanti dirigenti della Regione Lazio alla sbarra per reati che vanno dall’associazione a delinquere, truffa aggravata, falso, sovrafatturazione di 11 milioni di euro nei confronti dei 10 comuni dei Castelli Romani e del Litorale che sversano a Roncigliano.

3) Come puo’ il Comune di Albano che è il primo e più diretto interessato e che è legato alla società da una cosiddetta convenzione continuare a fidarsi della pesa che viene operata sui rifiuti in entrata e in uscita solo ed esclusivamente dal gruppo Cerroni? Perché non viene istituita anche una pesa pubblica come previsto dalla legge?

Più volte l’Arpa Lazio ha lanciato allarmi anche rispetto alle modalità di funzionamento dell’impianto di TMB. Secondo una relazione dei Carabinieri del NOE di Roma di gennaio/febbraio 2012, che segue  una richiesta dell’allora Ministro all’ambiente Corrado Clini, l’impianto TMB di Roncigliano funziona male e estrae da i rifiuti indifferenziati in arrivo solo circa il 9-10% di CDR contro il 30-35% di legge.

4) Perché il comune di Albano di concerto con l’Area Metropolitana e la Regione Lazio non avvia un’immediata ispezione al fine di verificare come mai ancora oggi l’Arpa Lazio continua a denunciare il funzionamento non in corrispondenza con le norme di legge del TMB?

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