❌LA MINACCIA DI PALOZZI NON CI FA PAURA❌

 
ECCO LA LETTERA INTIMIDATORIA AL CONSIGLIO REGIONALE
 
Palozzi ci minaccia. Lo fa dall’alto dei suoi arresti domiciliari, disposti nell’inchiesta legata allo Stadio di Roma, e tramite il suo studio legale, facendo recapitare a tutti i consiglieri regionali del Lazio, inclusi ovviamente quelli del M5S, una lettera ‘minatoria’ in cui, in soldoni, dice: “Se votate un mio sostituto per la carica di vicepresidente regionale, vi denuncio e vi chiedo i danni. Al massimo, se proprio volete farlo, che sia un sostituto ‘temporaneo’ che mi ceda di nuova la ‘poltrona appena potrò uscire di nuovo da casa”. Si riferisce al voto di oggi in Aula alla Pisana, che, come Palozzi dovrebbe sapere, non cade dall’alto ma è frutto di un iter istituzionale nel rispetto della legge. Ma, a quanto pare, Palozzi non ha molto riguardo per il rispetto delle norme e della legalità.
 
Proviamo a rinfrescargli la memoria. Ecco com’è andata:
 
1. Finito agli arresti domiciliari, Palozzi viene sospeso dalla carica di consigliere regionale come disposto dalla Legge Severino
2. La Giunta per le Elezioni, proprio in virtù della sospensione dalla carica di consigliere, ha votato per presentare al Consiglio anche la decadenza della carica di Vice presidente.
3. Arriviamo alla seduta del consiglio regionale di oggi che deve votare la decadenza proposta dalla Giunta e pone all’ordine del giorno il voto di un suo sostituto.
 
Ora Palozzi chiede che si tratti di una sostituzione temporanea, condizione non prevista dallo Statuto regionale. Ma, al di dà della questione normativa, c’è un dato politico: Palozzi con la sua lettera intimidatoria ha, di fatto, cercato d’influenzare il voto, tra l’altro segreto, di ogni consigliere regionale. Un grave attacco alla democrazia e alle Istituzioni.
 
Come gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle Lazio abbiamo deciso di presentare un esposto per il reato di violenza o minaccia all’Autorità pubblica costituita in collegio. Contro Palozzi e contro il suo avvocato.
 
Tutto il resto, è solo una grande manovra sullo scacchiere politico inaugurata dal cosiddetto ‘Patto d’Aula’ da cui il M5S si è tirato fuori.

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